dal 1965 al 1979 - Accademia Bustese Pattinaggio

Vai ai contenuti

Menu principale:

dal 1965 al 1979

Chi siamo > Storia

Il 1965 vede la società nuovamente premiata dal C.O.N.I. con Targa d'Oro e il suo presidente con Diploma di Benemerenza e medaglia d'argento.
Quest'anno sarà ricordato anche perchè l'Amministrazione Comunale realizza l'impianto sportivo di Via Ariosto.

1965 - Si inaugura la Pista di Via Ariosto.

Con la pista all'aperto si registra un afflusso di ben 120 giovani pattinatori. In campo organizzativo merita un accenno il Campionato Regionale Lombardo con la pertecipazione degli atleti delle massime categorie ed un significativo successo della società bustese. Nel frattempo, si dimette Pier Luigi Gajani sostituito da Gian Carlo Rimoldi.
Nello stesso anno viene programmata un'attività in campo hockeystico e la squadra, guidata da Oreste Morandi, fa il suo esordio in occasione della prima edizione del Giugno Bustese.
Continuano però gli screzi in campo dirigenziale e la presenza dell'Hockey Club, inseritosi nell'utilizzo degli impianti sportivi, è visto come un elemento negativo.

Castiglioni, nel tentativo di risolvere la situazione, interessa l'Assessore allo Sport Angelo Borri ed alla fine del 1966 rassegna le dimissioni.
Si costituisce così l'Hockey Bustese con alla testa Euclide Foresti. Castiglioni rimane vice-presidente, dedicandosi con maggior attenzione alla sezione Hockey.
Antonio Merlo partecipa ai Campionati del Mondo di Essen (Germania), classificandosi all'8° posto.

L'Artistico non riesce tuttavia a rinverdire gli allori del passato.
Privata anche della palestra presso la Colonia Elioterapica, la Società si vede nuovamente impossibilitata a proseguire l'attività nei mesi invernali. Inoltre, altri sport emergenti richiamano maggiormente i giovani.
Antonio Merlo continua a fungere da bandiera: suo è il Titolo Italiano 1966/1967. In campo organizzativo da segnalare il particolare successo del "1° Festival delle Rotelle" e l'attenzione ottenuta del Trofeo Carimati di hockey.
Viene richiamato nel frattempo il maestro Francesco Beretta per la sezione "Artistico" che può dispore anche della collaborazione di Merlo.

il 1° Aprile 1968 la Società riprende la sua denomenazione originaria di "Accademia Bustese Pattinaggio".
Pier Luigi Gajani rientra alla segreteria.
Si vuole rilanciare la società, in particolare nel settore artistico. Antonio Merlo si aggiudica l'ennesimo titolo assoluto (1967/1968) e partecipa in rappresentanza dell'Italia ai Campionati Mondiali di Birmingham (Inghilterra), classificandosi 9° nel singolo.
La squadra di Hockey continua la sua onesta attività in Serie C e chiama come allenatore l'ex nazionale Aldo Gelmini.
In campo organizzativo ha successo l'Internazionale di Pattinaggio, inserita nel Giugno Bustese 1968, con la partecipazione di campioni jugoslavi, inglesi e dei migliori italiani.
Antonio Merlo si ripete con il Titolo Italiano 1968/1969 e difende i colori italiani a Vigo (Spagna) ottenendo il 10° posto nell'individuale. L'Atleta anche nel 1969/1970 si aggiudica il titolo assoluto e si difende con onore (4° posto) ai Campionati Europei svoltisi al Palalido di Milano.

La squadra di Hockey, consapevole della sua forza, raggiunge i suoi risultati migliori, con un'ottima figura nella Coppa Italia di Serie C ed in campionato con un terzo posto nel proprio girone. Fa il suo esordio anche la squadra juniores che si avvale di un promettente vivaio.
Purtroppo, continuano gli attriti nella sezione "Artistico". Così, nel dicembre 1969, Foresti si dimette invitando l'Assemblea a nominare presidente Gian Carlo Castiglioni. Foresti assicura comunque il suo appoggio, accettando di restare alla vice-presidenza.

L'Accademia si rimette nuovamente al lavoro, conscia dell'impegnativa eredità dovuta alla conquista di 4 titoli assoluti di società e di ben 26 titoli individuali ottenuti nelle diverse categorie nazionali, oltre alla presenza nelle corse su strada e nel campionato di Serie C dell'Hockey.
Un primo gesto di collaborazione lo ottiene dall'Amministrazione Comunale con l'autorizzazione a sistemare il fondo della pista della Palestra delle Scuole "De Amicis", preparato proprio per il pattinaggio a rotelle.
Rinasce la fiducia nei dirigenti ed i ragazzi riprendono l'attività con rinnovato impegno sotto la guida dei propri allenatori. Si mira a riaffacciarsi ai campionati regionali e, con qualche nuova promessa, a quelli nazionali.
Antonio Merlo non sarà più solo a difendere i colori dell'Accademia e ci si muove per trovare qualche degno sostituto quando lascerà lo sport attivo per dedicarsi all'insegnamento.
Sulla breccia rimangono, tra i diirigenti, Castiglioni, Foresti, Gajani, Morandi (responsabile Hockey), con la collaborazione di Ballarati, Mennilli (responsabile per l'Artistico), Gavagni, Genoni, Grassi, Magnaghi.
I presupposti ci sono e le possibilità di continuare l'attività anche nel periodo invernale sarà un nuovo elemento di richiamo per gli appassionati delle rotelle.
Nell'Artistico, affidato a Nicola Mennilli, continua a fungere da allenatore Franco Beretta, affiancato da Giovanna Castiglioni, mentre per l'Hockey l'allenatore è un ex-giovatore: Mario Cattaneo.
Sorprendente anche il recupero di Antonio Merlo, operato al menisco, che non mancherà l'appuntamento ai Mondiali di Lincoln, nel Nebraska (agosto 1970). Sarà il suo addio all'attività agonistica. Lo stesso Merlo sarà Campione Italiano anche per il 1970.
Interessante l'opera di propaganda dei ragazzi praticanti l'Artistico sui campi di Mortara, Erba e Cremona e la partecipazione ad Empoli al Campionato Italiano Gruppi dove l'Accademia conquista il 2° posto assoluto. Peccato che l'esperimento non venga continuato in seguito.

Nel 1971 ritorna il campionato di Hockey con Aldo Gelmini alla guida della squadra. Nel settore dell'Artistico si congeda il maestro Beretta. Si dà fiducia ad ex-allievi cresciuti nell'ambito della società.
Gabriella Merlo, Giovanna Castiglioni e Paola dell'Acqua si dedicano con passione alla preparazione dei ragazzi a loro affidati.

1973 - Le nuove leve della Società con le insegnanti Gabriella Merlo e Giovanna Castilgioni

I risultati non sono del tutto soddisfacenti, pur registrando una crescita nel numero dei tesserati: i nuovi regolamenti rendono più selettivo il campo dei partecipanti ai Campionati Italiani.
Emergono su tutti: Anna Mennilli, Marinella Dalboni e Gian Piero Ferrario.
Quest'ultimo si impone nel 1971 nei Campionati Regionali Juniores e, in coppia con la Dalboni, si classifica al 7° posto ai Campionati Italiani Juniores svoltisi a Genova.
Si tenta inoltre di potenziare il Consiglio Direttivo con nuovi nomi, chiamando alla vicepresidenza Franco Pozzi e Giuseppe Scornaienghi.
Continua invece l'organizzazione di gare a carattere regionale ed in particolare la manifestazione internazionale inserita nel Giugno Bustese, che conta sulla presenza di atleti importanti. Grazie alle esperienze accumulate nel tempo, le serate sui pattini sono progressivamente migliorate sino a diventare un vero e proprio spettacolo nel quale, in fantasiose cornici coreografiche, si esibiscono tutte le file dell'Accademia.
Contribuiscono molto pure i costumi, inventati ed assemblati da insegnanti e mamme.
In questi anni, per certi versi difficili in quanto sono mancati i risultati agonistici eclatanti, sono state molte le persone che hanno collaborato all'attività dell'Accademia.
E' difficile ricordarle tutte, ma la loro preziosa collaborazione è servita a mantenere viva un'attività che ha anche corso il rischio di interrompersi.
Intanto, nel giugno 1972, si propone all'attenzione generale il giovane Franco Merlo. Suo è il titolo regionale juniores che gli apre la strada al Campionato Italiano di categoria del 1973.
Evidentemente buon sangue non mente ed i dirigenti vedono in lui l'ideale prosecuzione di quanto hanno saputo fare la sorella Gabriella ed il fratello Antonio. La speranza, purtroppo, tramonta presto, come pre gli altri giovani promettenti sui quali la Società faceva affidamento.
Più che l'ambiente interno, forse sono l'ambiente esterno ed il benessere a non permettere quella concentrazione e quei sacrifici che sono necessari per affermarsi.
Franco Merlo passa tra i Seniores nel 1974 e si afferma nel Campionato Regionale Lombardo, ma non va oltre il 7° posto agli Assoluti. Si demoralizza e smette. E' una delusione non solo per l'Accademia, ma anche per la Federazione che in lui vedeva una promessa.
Ma per suo merito, il C.O.N.I. di Varese assegna all'Accademia la medaglia d'oro 1973.
La scuola di pattinaggio si rafforza e dal 1974 sempre più atleti iniziano a sperimentare l'attività agonistica partecipando con lusinghieri risultati ai Giochi della Gioventù, ai Campionati Provinciali e Regionali e alle selezioni nazionali per i passaggi di categoria.
Daniela Magnaghi in coppia con Claudio Turri si mette in luce conquistando il 5° posto ai Campionati Italiani Allieivi.
A dimostrare l'indubbia bontà della scuola bustese concorre pure Marco Cavinato che con la casacca dell'Accademia si aggiudica la vittoria nel singolo ai VII Giochi Nazionali della Gioventù (1975).

La prematura scomparsa di Aldo Gelmini, costringe invece a cessare l'attività di Hockey. I notevoli sacrifici necessari per continuare pongono la Società nella condizione di rinunciare. La situazione economica influisce notevolmente sull'attività di pattinaggio e l'Accademia concentra i suoi sforzi sull'Artistico.

I meriti indiscutibili dell'Accademia vengono però riconosciuti e premiati nel corso della Pasqua dell'Atleta (1975), la singolare manifestazione promossa dal Comune di Busto Arsizio e dalla Associazione Società Sportive Bustesi, nella quale Gian Carlo Castiglioni ha avuto un ruolo determinante.
Una targa d'argento sigilla tanti anni di sacrifici e di abnegazione nel nome dello sport, accomunando nell'encomio dirigenti, simpatizzanti ed atleti.

Nel 1978 la coppia Allievi Barbara Carlet-Marco Cavinato sale sul terzo gradino del podio al Campionato Italiano.

Nel 1979 si aggiudicano il diritto alla partecipaizone ai Campionati Italiani di Categoria Roberta Crespi, Claudia Somacal, Daniela Magnaghi e le coppie Cinzia Calderoni-Claudio Manni e Barbara Carlet-Marco Cavinato.
La fine dell'anno 1979 segna una scissione.
Prende vita una nuova società: lo Skating Club Busto. L'Accademia ritorna da capo: Giovanna Castiglioni, coadiuvata nella preparazione atletica da Mario Frattolillo, dà fiducia ai giovani atleti che negli anni seguenti daranno alla Società grandi soddisfazioni non solo in campo provinciale, ma anche in campo regionale e nazionale.
Accanto al Presidente Paolo Malvestiti, Francesco Panconcello e Sergio Pontani si innamorano di questo sport diventando fondamentali punti di riferimento e di stimolo per insegnanti e atleti grazie al loro entusiasmo e lavoro costante.

1978 - Barbara Carlet - Marco Cavinato

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu